Cammini di Fede · Catechismo Prima Media
Incontro 9 di 11 👥 Incontro con i ragazzi
Incontro 9 · Prima Media

Il Buon Samaritano

Chi è il mio prossimo? Non chi merita la mia vicinanza, ma chi ho vicino e a cui mi avvicino. La parabola capovolge la domanda — e con essa, il modo in cui guardiamo il mondo.

«Va’ e anche tu fa’ lo stesso.» — Lc 10,37
⏱ 2 × 60–75 minutiPrima MediaLc 10, 25-37
La Parola
Primo incontro
Parabola, drammatizzazione, spiegazione, segno concreto. Si conclude con il post-it o il segnalibro da portare a casa.
La Testimonianza
Secondo incontro
Ripresa, testimonianza del Centro Aiuto Vita, dialogo aperto, preghiera finale. Aggancio alla Giornata per la Vita.

Obiettivi dell’incontro

  • Scoprire chi è il «prossimo» secondo Gesù
  • Riconoscere sacerdote, levita e samaritano nella propria vita
  • Comprendere la grazia come ciò che rende capaci di amare
  • Incontrare testimoni reali di carità nel territorio
  • Identificare un gesto concreto nato dalla propria ferita
  • Collegare l’incontro alla Giornata per la Vita (se coincide)
Accoglienza e apertura

Primo incontro — La Parola: apertura

Riprendi la domanda della settimana scorsa (il pieghevole). Poi il Padre Nostro. Introduzione breve: «Oggi Gesù ci fa una domanda scomoda: non “chi ti vuole bene?” ma “a chi ti fai vicino?”» La struttura è: gioco della sedia vuota → lettura Lc 10 → spiegazione → domande → segno.

5 min
Cuore dell’incontro — scegli un approccio
Durata del cuore dell’incontro: 45–50 minuti. Scegli un approccio:
A · Esperienziale

Esperienziale

SEDIA VUOTA · DRAMMATIZZAZIONE · POST-IT FERITA
1Gioco della sedia vuota

Disponi le sedie in cerchio, una in meno del numero di ragazzi. Musica: quando si ferma, ognuno sceglie un compagno, si danno le due mani e si siedono vicini. Chi resta in piedi al primo turno viene incluso nel secondo — nessuno è escluso definitivamente.

Domande dopo il gioco1. «Chi avete scelto di avere vicino? Perché proprio quella persona?» 2. «Chi è restato fuori? Come ci si sente ad essere quello rimasto in piedi?» 3. «Chi è il vostro prossimo — davvero, nella vita di ogni giorno?» Non risolverlo: lascia la tensione aperta. Poi: «Gesù ha una risposta diversa da quella che vi aspettate.»
8 min
2Lettura a più voci + drammatizzazione

Distribuisci il testo di Lc 10, 25-37. Ogni ragazzo lo rilegge almeno due volte in silenzio, sottolineando le parole chiave. Poi assegna i ruoli: dottore della legge, Gesù, narratore, viandante ferito, sacerdote, levita, samaritano, oste. La drammatizzazione può essere semplice — in piedi, azioni mimiche, non serve un copione. Dopo la messa in scena: «Cosa avete provato nei vostri ruoli? Il sacerdote e il levita — perché passano oltre?»

10 min
3Spiegazione — la chiave simbolica
Il sacerdote — la ragione
Vede, valuta, calcola. Ma i ragionamenti soli non bastano a stare vicino al dolore.
Il levita — le emozioni
Vede, sente. Ma anche i sentimenti da soli non bastano: si passa oltre lo stesso.
Il samaritano — la grazia
Lo straniero inatteso. Olio = consolazione. Vino = gioia. La locanda = la Chiesa.
Il messaggio centraleLa grazia non elimina il dolore — ci fa sentire che non siamo soli in esso. Chi ha sperimentato la compassione del Signore diventa a sua volta consolazione per gli altri. Spesso proprio le ferite personali rendono capaci di capire e sostenere chi soffre.
10 min
4Domande di riflessione personale
Domande complementari1. «Perché il sacerdote e il levita non si fermano? Hai mai agito come loro — hai visto qualcuno in difficoltà e non hai fatto nulla? Perché?» 2. «Ti è mai capitato di sentirti ferito o solo, come l’uomo a terra? Chi è stato per te il tuo “Samaritano”?» 3. «Chi è per te il “prossimo”? Un amico, un coetaneo, uno sconosciuto? È più facile aiutare chi conosci o uno sconosciuto?»
8 min
5Il segno da portare a casa

Scegli una delle due opzioni per il segno:

Post-it della ferita
Su un post-it (non il quadrato banale — usa una forma più bella), ogni ragazzo scrive un gesto concreto di «essere prossimo» che nasce da qualcosa che gli ha fatto soffrire. Es. essere stato escluso per il peso → prendersi cura di qualcuno escluso, a costo di essere preso in giro. Il gesto deve costare qualcosa.
🔖
Segnalibro
Crea un segnalibro con due segni visivi che ricordino la parabola — da portare a scuola e nella vita quotidiana. Un simbolo per il samaritano, uno per la strada. Chi è il mio prossimo, ogni giorno.
8 min
6Preghiera finale
Preghiera«Signore Gesù, insegnaci ad amare come il Buon Samaritano. Non con la ragione sola, non con i sentimenti soli — ma con la tua grazia che abita dentro di noi. Fa’ che le nostre ferite diventino compassione per gli altri. Amen.»
Nota per il catechistaIl gioco della sedia vuota funziona perché il ragazzo che resta in piedi prova sulla propria pelle l’esclusione — e poi la parabola la nomina. Non spiegare prima il collegamento: lascia che arrivi durante o dopo la lettura del Vangelo.
5 min
Materiali
  • Testo Lc 10, 25-37 (fotocopie)
  • Casse bluetooth e musica per il gioco
  • Sedie in cerchio (una in meno)
  • Foglietti «domanda tra incontri»
  • Post-it di forma particolare (non quadrati)
  • Pennarelli per post-it e segni
B · Riflessivo-Relazionale

Riflessivo-Relazionale

CIRCLE TIME · FERITA · PROSSIMO · SEGNALIBRO
1Gioco + apertura silenziosa

Gioco della sedia vuota — versione breve (un solo giro). Poi, prima di parlare del gioco: «Prima di rispondere — provate a stare in silenzio 30 secondi con questa domanda: chi è la persona nella vostra vita che si sente più spesso “rimasta fuori”?» Silenzio. Poi il giro.

6 min
2Lettura lenta — tre riletture

Distribuisci il testo. Ogni ragazzo lo legge tre volte. Prima lettura: comprensione. Seconda: sottolinea la parola che colpisce. Terza: cerca di capire perché quella parola. Condivisione: ognuno dice la propria parola sottolineata — solo la parola, senza spiegare. Il catechista le annota alla lavagna.

8 min
3Circle time — ferita e compassione
Domande in sequenza1. «Ti è mai capitato di sentirti come l’uomo a terra — ferito, solo, ignorato? Senza dover raccontare cosa è successo: come si è sentito il tuo cuore?» 2. «Chi è stato il tuo “Samaritano” — la persona inattesa che si è fermata? Anche qui: non il nome, il gesto.» 3. «C’è qualcuno nella tua vita che adesso è “a terra”? Cosa ti impedisce di fermarti — come il sacerdote, come il levita?»

Dopo la terza domanda, presenta la chiave simbolica — il samaritano come grazia che abita dentro di noi: sacerdote = la ragione, levita = le emozioni, samaritano = la grazia. È il momento più adatto: i ragazzi sono già nel dolore della terza domanda.

12 min
4Il post-it della ferita e la preghiera

Ogni ragazzo scrive in silenzio il proprio gesto — quello che nasce dalla ferita. Non si condivide obbligatoriamente. Il catechista condivide il suo per primo.

Preghiera«Signore, ti affidiamo le nostre ferite — quelle che abbiamo scritto e quelle che non riusciamo a scrivere. Fa’ che diventino compassione. Fa’ che il Samaritano che vive in noi per tua grazia si faccia sentire. Amen.»
Nota per il catechistaLa domanda «chi è il tuo Samaritano?» è spesso la più toccante. Molti ragazzi non hanno mai nominato la persona che si è fermata per loro in un momento difficile. Non affrettare — il silenzio intorno a questa domanda è già risposta.
10 min
Materiali
  • Testo Lc 10, 25-37 (fotocopie)
  • Casse bluetooth e musica per il gioco
  • Sedie in cerchio (una in meno)
  • Foglietti «domanda tra incontri»
C · Narrativo-Biblico

Narrativo-Biblico

VAN GOGH · RACCONTO · ANALISI · SEGNALIBRO
1Van Gogh — il quadro prima del testo

Mostra la riproduzione del Buon Samaritano di Van Gogh (1890) senza spiegare nulla. Chiedi: «Cosa vedete? Chi sono questi due uomini? Cosa sta succedendo? Come vi fa sentire?» Breve giro di impressioni visive. Poi: «Questo quadro racconta una storia che Gesù ha raccontato duemila anni prima. Leggiamola.»

5 min
2Lettura narrata di Luca 10, 25-37

Lettura a più voci, con i ruoli del testo. Il catechista fa il narratore. Poi confronto con il quadro: «Cosa c’è nel quadro che il testo non dice? Cosa c’è nel testo che il quadro non mostra? Van Gogh ha scelto di fermare questo preciso momento — perché secondo voi?»

10 min
3Analisi dei tre personaggi

Presenta lo schema dei tre personaggi: sacerdote = ragione, levita = emozioni, samaritano = grazia. Poi analisi per strati.

Tre strati di lettura1. Il fatto: «Chi vede l’uomo ferito? Cosa fa ognuno? Quali dettagli usa Luca?» 2. Il significato: «Cosa rappresenta il samaritano — straniero, inatteso, efficace? Cosa sono l’olio e il vino?» 3. Oggi: «Chi sono i “sacerdoti” e i “leviti” nella nostra vita? Chi è il Samaritano inatteso che ci ha aiutato?»
10 min
4Segnalibro e preghiera

Ogni ragazzo crea un segnalibro con due simboli — uno per il samaritano, uno per la strada — da portare a scuola.

Preghiera davanti al quadroLascia il quadro di Van Gogh visibile mentre si prega. «Signore, come quel samaritano — straniero e inatteso — anche tu ti sei fermato per noi. Insegnaci a fare lo stesso: a fermarci, a fasciare, a portare. Amen.»
Nota per il catechistaVan Gogh ha dipinto questo quadro durante il ricovero a Saint-Rémy, mentre era in uno dei momenti più bui della sua vita. Se lo dici ai ragazzi — senza dilungarti — il quadro cambia completamente di significato: un uomo ferito che dipinge un ferito soccorso.
10 min
Materiali
  • Testo Lc 10, 25-37 (fotocopie)
  • Riproduzione del Buon Samaritano di Van Gogh
  • Cartoncini per il segnalibro
  • Foglietti «domanda tra incontri»
D · Creativo-Espressivo

Creativo-Espressivo

CORPO · MUSICA · INSTALLAZIONE · FERITA
1Gioco della sedia vuota con musica scelta

Usa per il gioco un brano musicale che ha a che fare con la solitudine o l’incontro — scegli tu in base al tuo stile. Quando si ferma la musica e i ragazzi si siedono, il gesto del «darsi le mani» diventa già simbolo. Dopo il gioco: «Quella mano che avete cercato — è il gesto del samaritano.»

6 min
2Lettura + tableau vivant

Lettura del testo. Poi ogni ragazzo sceglie un personaggio e costruisce un’immagine corporea fissa che rappresenti il momento più significativo per quel personaggio — non la scena intera, solo un gesto, una postura. Il catechista fotografa: le immagini possono diventare il «cartellone» dell’incontro.

8 min
3L’installazione «Le strade che percorro»

Su un lungo foglio di carta da pacchi steso a terra (la «strada»), ogni ragazzo: disegna o scrive dove «passa oltre» nella propria vita quotidiana; disegna o scrive un momento in cui qualcuno si è fermato per lui; scrive il gesto concreto — il post-it della ferita — e lo attacca sulla strada. Il quadro di Van Gogh viene posto all’inizio della strada come punto di partenza visivo (facoltativo, se disponibile). La lettura del brano viene ripetuta sottovoce mentre i ragazzi lavorano.

12 min
4Preghiera sull’installazione
Preghiera camminando sulla stradaI ragazzi si alzano e camminano lentamente lungo la carta stesa a terra, guardando i gesti scritti dagli altri. Il catechista legge lentamente: «Va’ e anche tu fa’ lo stesso.» Silenzio. Poi tutti insieme: «Signore, insegnaci ad amare come il Buon Samaritano. Amen.»
Nota per il catechistaLa carta da pacchi stesa a terra trasforma fisicamente l’aula in una «strada» — i ragazzi ci camminano sopra, ci scrivono, ci pregano. Il gesto fisico di camminare sulla propria «strada di Gerico» mentre guardano i gesti degli altri è il momento più memorabile di questo approccio.
8 min
Materiali
  • Testo Lc 10, 25-37 (fotocopie)
  • Casse bluetooth e musica per il gioco
  • Sedie in cerchio (una in meno)
  • Foglietti «domanda tra incontri»
  • Carta da pacchi lunga (la «strada»)
  • Pennarelli per l’installazione
Domanda tra il primo e il secondo incontro

Da consegnare a ogni ragazzo con il proprio segno (post-it o segnalibro): «In questi giorni, nota un momento in cui passi oltre — e uno in cui ti fermi. Vieni al prossimo incontro pronto a raccontare uno dei due.»

Secondo incontro — La Testimonianza
Ripresa · Centro Aiuto Vita · Dialogo · Preghiera finale — nessuna scelta di approccio, struttura unica.
T · La Testimonianza

La Testimonianza

CENTRO AIUTO VITA · DIALOGO · PREGHIERA
Da organizzare in anticipo
Da organizzare in anticipoCerca «Centro Aiuto Vita + nome della tua città» online, o chiedi al parroco. Contatta con almeno 2–3 settimane di anticipo, spiegando che si tratta di un gruppo di prima media. Se non è possibile in presenza: chiedi una videochiamata, o un breve video girato da loro. Puoi anche considerare il collegamento con la Giornata per la Vita (2 febbraio) per dare all’incontro ancora più spessore.
1Ripresa e domanda di partenza

Riprendi velocemente il primo incontro: guarda i post-it o i segnalibri. Poi la domanda chiave: «Chi ha provato a fare un gesto da Buon Samaritano in questi giorni? Anche piccolo. Anche fallito.» Giro breve — non tutti risponderanno, e va bene. Poi introduci l’ospite. Se coincide con la Giornata per la Vita, segnalalo prima dell’ospite — il collegamento sarà naturale.

8 min
2Centro Aiuto Vita — Testimonianza

I volontari raccontano chi sono le persone che incontrano, come si fanno vicini a chi ha bisogno, quali difficoltà vivono e quali gioie ricevono. Spazio libero ai ragazzi per fare domande.

Guida per l’incontro — da preparare con l’ospite prima della visitaChiedi all’ospite di toccare — con le proprie parole, senza schema fisso — questi tre punti: 1. «Chi sono le persone che incontrate — chi è “l’uomo a terra” nella vostra esperienza?» 2. «Come vi fate vicini? Cosa fate concretamente per stare accanto a chi ha bisogno?» 3. «Quali difficoltà incontrate? E quali gioie ricevete — perché continuate?»
Domande che i ragazzi possono fare all’ospite«Cosa vi spinge ad aiutare — ogni volta?» «È difficile fermarsi? Avete mai paura di non riuscire?» «C’è una storia che non dimenticate — senza nomi?» «Cosa potrebbe fare un ragazzo di dodici anni, concretamente?»
25–30 min
3Dal racconto alla vita — cosa porto a casa

Dopo che l’ospite saluta, il catechista chiede: «Cosa vi ha colpito di più? C’è una parola, un gesto, una storia che volete tenere?» Breve giro. Poi collega al gesto scritto sul post-it del primo incontro: «Il Centro Aiuto Vita fa esattamente quello che avete scritto — a dimensione professionale. Voi potete farlo a dimensione di ragazzo. È abbastanza.»

15 min
4Preghiera di ringraziamento e invocazione

Si ringraziano i testimoni. Poi preghiera comune:

Preghiera«Signore Gesù, grazie per queste persone che si sono fermate — come il Samaritano. Insegnaci ad amare come il Buon Samaritano: a vedere chi è a terra, a non passare oltre, a fasciare con olio e vino. Fa’ che anche le nostre ferite diventino compassione. Amen.» Tutti insieme, tre volte — con voce sempre più alta: «Signore, insegnaci ad amare come il Buon Samaritano.»
5 min
Materiali
  • Volontari CAV ospiti (contattati per tempo)
  • Guida domande per l’ospite
  • Post-it o segnalibri del 1° incontro
← Scheda di preparazioneObiettivi, preparazione spirituale e materiali per il catechista.
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