1 Samuele 16,1-13 — Dio non guarda l’apparenza, guarda il cuore. La scelta di Davide come specchio di come Dio guarda ciascuno di noi.
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Esperienziale
Dividiamo i ragazzi in piccoli gruppi di 3–4 persone. Ogni gruppo riceve il foglio del «governo fantasia» e ha 10 minuti per compilarlo: deve scegliere una persona, reale o immaginaria, per ogni ministero e scrivere perché, secondo il gruppo, è la persona adatta.
Nella Bibbia, Dio sceglie un re secondo il proprio cuore. Noi abbiamo scelto tutte queste persone secondo i nostri criteri, e sono criteri giusti: noi siamo uomini e vediamo quello che c’è fuori. Ma Dio vede anche quello che noi e gli altri ancora non vediamo. Anche per ognuno di voi ha un disegno che va oltre le aspettative e le visioni che ognuno può avere su sé stesso: spesso vediamo più i nostri difetti che le potenzialità che Dio ha messo dentro di noi.
Leggiamo il brano e facciamo rispondere a tre domande. Per quale motivo viene scelto Davide? Perché Dio guarda il cuore, non l’apparenza: Davide è umile, semplice, disponibile a fidarsi. Non è lui a scegliersi, è Dio che lo chiama — la vocazione è sempre un dono, e Dio ha un progetto grande anche per te. I re dovevano sembrare forti: perché non vengono scelti i fratelli di Davide? Perché Dio vuole mostrare che la sua forza non dipende dalla potenza umana; il più piccolo rappresenta chi, agli occhi degli uomini, sembra «insignificante» — ma che per Dio è prezioso. È Dio a guidare la storia, non la forza dell’uomo. Cosa ci dice questa storia oggi? Dio chiama ognuno per quello che è, non per come appare: anche i più piccoli, o chi si sente «meno importante», hanno un posto speciale nel suo progetto. Ci invita a guardare gli altri con gli occhi di Dio, oltre le apparenze.
- Foglio del «governo fantasia» (uno per gruppo), penne, Bibbia o fotocopia di 1 Sam 16,1-13.
Riflessivo-Relazionale
Spesso ci fermiamo alle apparenze, non solo nel vedere gli altri ma anche noi stessi. Faremo un lavoro su una finestra: consegnare un foglio A4 con disegnata una semplice finestra (che divide di fatto il foglio in 4 parti) e un post-it.
Seduti intorno a un tavolo, ognuno scrive il proprio nome nella parte davanti di un secondo foglio. Il foglio viene passato al vicino e così via, fino a tornare al proprietario: ogni compagno scrive sul foglio una caratteristica della persona. Lo stesso proprietario del foglio scrive sotto il nome le caratteristiche o qualità — comportamenti, sentimenti, capacità — che sa di avere.
Ora possiamo compilare la finestra di Johari. Area 1: le informazioni che sia tu che gli altri conoscete. Area 2: ciò che gli altri vedono in te ma di cui tu non sei consapevole. Area 3: cose che sai di te stesso ma che tieni nascoste agli altri, o che loro non vedono. Area 4 — Mistero: cose che né tu né gli altri conoscono di te stesso. Dopo aver compilato la finestra, nella quarta area si disegna un cuore.
Lettura del brano e circle time sulla domanda: «Se Davide avesse fatto questa finestra, cosa sarebbe emerso?» Si fa riflettere sul fatto che Dio scruta i nostri pensieri, ci ha tessuto fin dal grembo materno e conosce il nostro cuore — e come quello di Davide, se seguiamo Gesù, vero uomo, possiamo far brillare cose che alla loro età ancora non hanno idea di essere capaci di fare: un capolavoro.
- Foglio A4 con la finestra disegnata, post-it, penne, pastelli o pennarelli, Bibbia o fotocopia di 1 Sam 16,1-13.
Narrativo-Biblico
Lettura a più voci del testo (narratore, Samuele, Dio, ecc.). Durante la lettura, il catechista si ferma chiedendo: «Lo scegliete?» — a ogni fratello.
Consegna un foglio con le domande: Cosa vuol dire «guardare l’apparenza»? Esempi concreti. Cosa vuol dire «guardare il cuore»? Esempi concreti. Pensate a qualcuno che vi ha guardato davvero — non l’apparenza, ma il cuore — chi era?
Ognuno condivide, se vuole, quanto ha scritto.
- Fotocopie di 1 Sam 16,1-13 con i ruoli assegnati, foglio con le domande, penne.
Creativo-Espressivo
Lettura a più voci del testo (narratore, Samuele, Dio, ecc.). Durante la lettura, il catechista si ferma chiedendo: «Lo scegliete?» — a ogni fratello.
Ogni ragazzo ha portato da casa una scatola di scarpe. Fuori dalla scatola può decorare come appare agli occhi degli altri, o come vuole apparire — cosa vuole mostrare. Dentro la scatola può decorarla con chi è davvero, mettendo sogni e paure. Alla fine ognuno presenta la propria scatola, se vuole, mostrando anche una delle cose che ha scritto dentro.
Si conclude riflettendo con i ragazzi che quello che abbiamo disegnato dentro è solo una parte di quello che siamo. Come nella storia di Davide, Dio vede oltre: conosce anche le parti più intime che noi non conosciamo di noi stessi, e ci ama così come siamo, con le nostre fragilità e i nostri pregi.
- Una scatola di scarpe a testa (portata da casa), colori, pennarelli, materiale decorativo vario, Bibbia o fotocopia di 1 Sam 16,1-13.