IRC · Scuola secondaria di Bardolino

I Segni del Sacro

Capitelli, edicole, croci e affreschi: un viaggio tra le strade del nostro territorio per scoprire la storia, la cultura e le radici che i nostri padri ci hanno lasciato.

«Un popolo senza storia è come un albero senza radici»
1 · Il senso del percorso

Perché studiamo i segni del sacro?

Scoprire i segni del sacro che i nostri padri hanno lasciato significa comprendere la nostra storia, la nostra cultura, le nostre radici. Cultura e religione sono profondamente legate: la religione ha un ruolo importante nella vita di ogni popolo e perfino nel modo in cui è organizzato il territorio.

Basta guardarsi attorno: lungo le strade, agli incroci, sulle facciate delle case e tra i campi troviamo moltissimi segni lasciati dalla cultura cristiana nel corso di venti secoli. Cercando con attenzione si incontrano talvolta anche tracce di forme religiose più antiche, di epoca pagana.

Le religioni rispondono ai bisogni spirituali e alle domande di senso che ogni essere umano porta dentro di sé. Offrono speranza e forza per affrontare le difficoltà: quelle degli uomini e delle donne del passato, ma anche le nostre.

Una storia di casa nostra. Il cristianesimo sul nostro territorio fu diffuso anche dai monaci del Priorato di Bardolino, legato all’abbazia di San Colombano di Bobbio. In epoca longobarda questi monaci fondarono sulle colline il monastero di San Colombano, di cui oggi restano pochi resti in località Sem. Oltre a evangelizzare, favorirono la coltivazione della vite e dell’olivo.

Alla fede dei monaci si è poi unita la religiosità popolare, che nei secoli ha riempito le nostre contrade di segni di devozione.
2 · Riconoscere le forme

Le tipologie dei segni del sacro

Nel linguaggio popolare veneto tutti questi segni si chiamano spesso capitelli. In realtà ne esistono forme diverse: impariamo a distinguerle. Tocca un’immagine per ingrandirla.

Sulla parete

Nicchie

Incavi ricavati nel muro di una casa o di un edificio, che custodiscono una statua o un affresco. Spesso sono protette da un vetro o da una grata, con fiori e un lumino davanti.

Edicola sacra a forma di casetta
A casetta

Edicole

Piccole costruzioni a forma di casetta, con il tetto, isolate o appoggiate a un muro, dentro le quali c’è una statua o un affresco. Il nome viene dal latino aedicula, «piccolo tempio».

Sacello con cancelletto d'ingresso
Ci si entra

Sacelli

Quasi identici alle edicole, ma più grandi: possono contenere due o tre persone e vi si entra da una porta o da un cancelletto. Sono vere piccole cappelle lungo la strada.

In pietra

Colonne e statue

Pilastri costruiti in pietra con scritte o immagini scolpite, talvolta sormontati da una statua o da una croce. Si trovano spesso in piazza o in punti ben visibili.

Croce lungo il cammino
Con o senza Cristo

Croci e crocifissi

Le croci sono senza la figura di Cristo, in pietra o in legno: dal materiale e dalla forma se ne può capire l’antichità. I crocifissi invece portano l’immagine di Gesù crocifisso.

Affresco sacro su parete
Sul muro

Affreschi

Dipinti di scene sacre realizzati direttamente sulle pareti. Si chiamano così perché i colori vengono stesi sull’intonaco ancora fresco: asciugandosi, diventano parte del muro.

Immagini

Quadri

Di solito sono collocati dentro nicchie, capitelli o edicole. Possono essere stampe, incisioni o dipinti; oggi si trovano spesso anche piastrelle in ceramica.

Da leggere

Iscrizioni

Scritte o simboli lasciati nelle vie e sulle pareti per ricordare un santo, un evento miracoloso o un simbolo sacro: il monogramma IHS, una data, un’invocazione, la sigla P.G.R. («per grazia ricevuta»).

Tre modi di rappresentare il Crocifisso

Christus triumphans

Cristo trionfante
Gesù è vivo, con gli occhi aperti e il corpo diritto: ha vinto la morte. È il modello più antico, tipico dell’arte romanica e bizantina (come il Crocifisso di San Damiano).

Christus patiens

Cristo sofferente
Gesù ha gli occhi chiusi, il capo reclinato e il corpo piegato dal dolore. Si diffonde dal Duecento, con la spiritualità francescana che invita a immedesimarsi nella Passione.

Christus rex

Cristo Re
Gesù è rappresentato sulla croce come su un trono, spesso con una corona regale e una lunga tunica: la croce diventa il segno della sua regalità.
3 · Dove, a chi, perché

Collocazione, funzione e dedicazione

1 Dove si trovano

Agli incroci delle strade, all’inizio o all’interno delle contrade, sulle pareti delle case, lungo le strade di campagna e sui percorsi delle rogazioni, le processioni di preghiera che in primavera attraversavano i campi per chiedere la benedizione sui raccolti.

2 A cosa servono

Hanno anzitutto una funzione di protezione, per una persona o per tutta la contrada, contro incidenti e calamità. Sono poi luoghi di preghiera: qui la gente della contrada si ritrovava per i fioretti, la preghiera comunitaria del mese di maggio dedicata a Maria.

3 A chi sono dedicati

La maggior parte è dedicata alla Madonna, gli altri ai santi. Pochissimi sono dedicati direttamente a Dio o a Cristo (tranne le croci), perché si ritiene che tutte le chiese siano già a Lui intitolate. Ogni santo è «patrono» di qualcosa: la sua immagine ci racconta i bisogni e le grazie di chi l’ha voluta.

4 Chi li fa costruire

Può essere l’intera comunità oppure una singola persona o famiglia. Di solito il nome di chi ha voluto la costruzione non compare: il capitello appartiene a tutti.

5 Perché vengono costruiti

Sempre per devozione. I motivi più frequenti sono una grazia ricevuta, la richiesta di protezione, uno scampato pericolo (una malattia, un incidente, una guerra), oppure la celebrazione di un Anno Santo o di un Anno Mariano.

Mettiti alla prova

Quiz: riconosci i segni del sacro

Leggi la descrizione e scegli la risposta giusta. Dopo ogni risposta trovi una breve spiegazione.

Domanda 1Punti: 0

4 · Leggere le immagini

Iconografia dei santi

Come facciamo a sapere chi è raffigurato in un capitello, se non c’è scritto il nome? Ogni santo ha i suoi attributi iconografici: oggetti, animali, abiti o gesti legati alla sua vita o al suo martirio, che permettono di riconoscerlo al primo sguardo.

AureolaIl cerchio di luce attorno al capo: indica la santità.
PalmaSegno del martirio: la vittoria di chi ha dato la vita per la fede.
GiglioPurezza e cuore limpido, affidato a Dio.
LibroLa Parola di Dio, lo studio, la predicazione o la Regola scritta.
AbitoDice a quale gruppo apparteneva: monaco, frate, vescovo, soldato, pellegrino.
San Giovanni Nepomuceno

San Giovanni Nepomuceno

Boemia, 1345 ca. – Praga, 1393 · festa 16 maggio
Segreto della confessionePontiContro annegamenti e alluvioni

Come riconoscerlo

  • Crocifisso stretto tra le braccia e guardato con amore
  • Aureola con cinque stelle: secondo la tradizione apparvero sul fiume dove morì
  • Dito sulle labbra: il silenzio custodito fino alla morte
  • Abito da canonico: veste scura, cotta bianca e mantellina di pelliccia
  • Spesso la statua si trova su un ponte o vicino all’acqua
Vita e contesto

Sacerdote e vicario generale dell’arcivescovo di Praga, entrò in contrasto con il re Venceslao IV. Fu torturato e gettato nel fiume Moldava dal ponte Carlo. La tradizione racconta che il re volesse conoscere da lui i peccati confessati dalla regina e che Giovanni si sia rifiutato di rivelarli: per questo è diventato il patrono del segreto della confessione.

Canonizzato nel 1729, il suo culto si diffuse moltissimo nel Settecento. Poiché morì annegato, viene invocato contro le piene e posto a guardia di ponti, torrenti e lavatoi: ecco perché lo incontriamo spesso vicino ai corsi d’acqua.

San Rocco

San Rocco

Montpellier, XIV secolo · festa 16 agosto
Contro la peste e le epidemiePellegriniMalati

Come riconoscerlo

  • Abito da pellegrino: mantellina, cappello a larghe tese, bastone (bordone) e borraccia
  • Conchiglia sul mantello o sul cappello, simbolo dei pellegrini
  • Piaga sulla gamba, che il santo mostra sollevando la veste
  • Cane con un pane in bocca
  • Talvolta un angelo che gli cura la ferita
Vita e contesto

Giovane di famiglia benestante, donò i suoi beni ai poveri e partì pellegrino verso Roma. In Italia trovò molte città colpite dalla peste e si fermò ad assistere i malati. Ammalatosi a sua volta, si ritirò in un bosco per non contagiare nessuno: la tradizione racconta che un cane gli portasse ogni giorno un pane, finché il padrone del cane lo trovò e lo curò.

Dopo le grandi epidemie di peste, come quella del 1630, in tutto il Veneto sorsero capitelli e chiese a lui dedicati per chiedere protezione o ringraziare della guarigione. Le sue reliquie sono venerate a Venezia.

San Martino di Tours

San Martino di Tours

Pannonia (Ungheria), 316 ca. – Candes, 397 · festa 11 novembre
SoldatiViandantiPoveriVignaioli

Come riconoscerlo

  • Soldato romano a cavallo
  • Spada con cui taglia a metà il suo mantello
  • Un povero seminudo che riceve metà del mantello
  • In altre immagini è vescovo, con mitra e pastorale
Vita e contesto

Figlio di un ufficiale romano, divenne soldato. Un giorno d’inverno, ad Amiens, incontrò un povero che tremava dal freddo: con la spada divise il suo mantello e gliene diede metà. La notte seguente sognò Gesù vestito di quel mezzo mantello. Chiese il battesimo, lasciò l’esercito, divenne monaco e poi vescovo di Tours.

La sua festa, l’11 novembre, era una data importantissima per il mondo contadino: chiudeva l’annata agraria, si assaggiava il vino nuovo e scadevano i contratti (da qui il detto «fare San Martino», cioè traslocare). Per una terra di vino come la nostra è una figura molto cara.

Madonna di Lourdes

Madonna di Lourdes

Apparizioni a Lourdes (Francia), 1858 · festa 11 febbraio
MalatiImmacolata Concezione

Come riconoscerla

  • Veste e velo bianchi, con una fascia azzurra in vita
  • Mani giunte e sguardo rivolto al cielo
  • Rosario appeso al braccio
  • Rose dorate sui piedi
  • È collocata in una grotta di pietra, a volte con Bernadette inginocchiata
Vita e contesto

Nel 1858, nella grotta di Massabielle, una ragazzina povera di quattordici anni, Bernadette Soubirous, vide per diciotto volte una «bella Signora» che si presentò con le parole «Io sono l’Immacolata Concezione». Nella grotta sgorgò una sorgente, presto meta di malati e pellegrini da tutto il mondo.

Nel Novecento, in molte parrocchie e contrade, si costruirono piccole «grotte di Lourdes» con sassi e rocce: sono tra i segni del sacro più recenti e diffusi. L’11 febbraio è anche la Giornata mondiale del malato.

San Gaetano Thiene

San Gaetano Thiene

Vicenza, 1480 – Napoli, 1547 · festa 7 agosto
ProvvidenzaLavoratori e disoccupati

Come riconoscerlo

  • Veste nera da sacerdote (non il saio marrone dei frati)
  • Gesù Bambino tra le braccia, ricevuto dalle mani della Madonna
  • Talvolta giglio e libro
Vita e contesto

Nobile vicentino, studiò legge a Padova e divenne sacerdote. Fondò con altri compagni i Chierici regolari Teatini, sacerdoti che volevano vivere il Vangelo con semplicità, fidandosi totalmente della Provvidenza. Si dedicò ai malati incurabili e ai poveri e sostenne i Monti di Pietà, che prestavano denaro senza usura.

Si racconta che la notte di Natale, a Roma, la Madonna gli abbia posto tra le braccia Gesù Bambino: è la scena con cui viene quasi sempre raffigurato. Essendo veneto, è molto presente nelle nostre terre come «santo della Provvidenza».

Attenzione a non confonderlo con sant’Antonio di Padova, che tiene anch’egli il Bambino: Antonio però veste il saio francescano con il cordone.
Deposizione di Gesù dalla croce

Deposizione e Pietà

Vangeli: Mc 15,42-46 · Gv 19,38-42
Passione di GesùMadonna Addolorata

Come riconoscerla

  • Corpo di Gesù senza vita, tolto dalla croce
  • Maria accanto al Figlio o, nella Pietà, con il Figlio in grembo
  • Scala e lenzuolo (sindone) usati per calarlo dalla croce
  • Giovanni, il discepolo amato, e Maria Maddalena con il vasetto degli unguenti
  • Corona di spine e chiodi, gli strumenti della Passione
Vita e contesto

La Deposizione racconta ciò che i Vangeli narrano dopo la morte di Gesù: Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo tolgono il suo corpo dalla croce, lo avvolgono in un lenzuolo e lo pongono nel sepolcro.

La Pietà invece non è narrata direttamente dai Vangeli: nasce nel tardo Medioevo dalla preghiera dei fedeli, che contemplano il dolore di una madre con il figlio morto tra le braccia. Queste immagini parlano a chiunque abbia vissuto un lutto e sono legate alla devozione alla Madonna Addolorata.

San Colombano

San Colombano

Irlanda, 540 ca. – Bobbio, 615 · festa 23 novembre
MonaciPellegriniEuropa cristiana

Come riconoscerlo

  • Abito da monaco con cappuccio
  • Bastone da abate e da pellegrino
  • Libro: la Regola scritta per i suoi monaci
  • Un orso ammansito, secondo una leggenda della sua vita
  • Talvolta una colomba: Columba in latino significa proprio «colomba»
Vita e contesto

Monaco irlandese, lasciò la sua terra per «farsi pellegrino per Cristo». Attraversò la Francia, la Svizzera e le Alpi fondando monasteri, e giunse infine in Italia, dove nel 614 fondò l’abbazia di Bobbio, sull’Appennino piacentino, uno dei più importanti centri di cultura del Medioevo.

I suoi monaci portarono fede, libri e nuove tecniche agricole in gran parte d’Europa: per questo è considerato uno dei padri dell’Europa cristiana.

Legame con Bardolino: il Priorato di Bardolino dipendeva proprio dall’abbazia di San Colombano di Bobbio. Sulle nostre colline sorgeva il monastero di San Colombano, di cui restano pochi resti in località Sem.
Santa Barbara

Santa Barbara

Martire, III-IV secolo · festa 4 dicembre
Vigili del fuocoMinatoriArtiglieri e marinaiContro i fulmini

Come riconoscerla

  • Torre con tre finestre, simbolo della Trinità
  • Palma del martirio
  • Corona e ricche vesti da principessa
  • Talvolta la spada, un calice o un cannone
Vita e contesto

La sua storia ci è giunta attraverso racconti leggendari. Il padre, pagano, la rinchiuse in una torre; lei si fece cristiana e volle che nella torre si aprisse una terza finestra, in onore della Trinità. Il padre la denunciò e, secondo la tradizione, la uccise lui stesso, venendo poi colpito da un fulmine.

Per questo è invocata contro i fulmini e la morte improvvisa ed è protettrice di chi lavora con il fuoco e gli esplosivi. Ancora oggi, sulle navi, il deposito delle munizioni si chiama «santabarbara».

Sant'Antonio di Padova

Sant’Antonio di Padova

Lisbona, 1195 ca. – Padova, 1231 · festa 13 giugno
PoveriOggetti smarritiCittà di Padova

Come riconoscerlo

  • Saio francescano marrone con il cordone a tre nodi
  • Gesù Bambino, spesso seduto sopra un libro
  • Giglio bianco
  • Talvolta il pane per i poveri o i pesci che ascoltano la sua predica
Vita e contesto

Si chiamava Fernando ed era un canonico portoghese. Colpito dalla testimonianza di alcuni frati francescani martirizzati in Marocco, entrò nell’ordine di San Francesco prendendo il nome di Antonio. Fu un grande predicatore e studioso della Bibbia, tanto da essere proclamato Dottore della Chiesa.

Morì giovane a Padova e fu fatto santo meno di un anno dopo. È chiamato semplicemente «il Santo» e la sua devozione è diffusissima: il «pane di sant’Antonio» ricorda la sua attenzione per i poveri.

Da non confondere con sant’Antonio abate (17 gennaio), l’eremita anziano con la barba, il bastone a forma di T, il fuoco e il maialino, protettore degli animali domestici.
Annunciazione

Annunciazione

Vangelo: Lc 1,26-38 · festa 25 marzo
IncarnazionePreghiera dell’Angelus

Come riconoscerla

  • L’angelo Gabriele con le ali, spesso in ginocchio
  • Giglio in mano all’angelo, segno della purezza di Maria
  • Maria con un libro: sta meditando le Scritture
  • Colomba dello Spirito Santo e un raggio di luce dall’alto
  • Talvolta un vaso di gigli o un giardino chiuso
Vita e contesto

Il Vangelo di Luca racconta che l’angelo Gabriele fu inviato a Nazaret, a una giovane di nome Maria, per annunciarle che sarebbe diventata la madre del Figlio di Dio. Maria, dopo aver chiesto «Come avverrà questo?», risponde il suo «sì»: è l’inizio dell’Incarnazione.

La festa cade il 25 marzo, esattamente nove mesi prima del Natale. Questo momento è ricordato ogni giorno dalla preghiera dell’Angelus, che un tempo le campane annunciavano a mezzogiorno interrompendo il lavoro nei campi.

5 · Sul campo

Come «leggere» un capitello

Quando passi davanti a un segno del sacro, prova a indagare come un piccolo storico.

Osserva la forma

È una nicchia, un’edicola, un sacello, una croce? Di che materiale è fatto?

Chi è raffigurato?

Cerca gli attributi: abito, oggetti, animali. Ti dicono di quale santo si tratta.

Leggi le scritte

Date, nomi, invocazioni, la sigla P.G.R.: raccontano quando e perché è stato fatto.

Guarda il luogo

Incrocio, contrada, campi, un ponte? Il luogo spiega spesso la dedicazione.

Ascolta la memoria

Chiedi a nonni e vicini: chi l’ha costruito? Si pregava lì? Poi fotografa e documenta.

Gioco finale

Memory dei santi

Gira due carte alla volta e trova le coppie. Nella modalità Immagine e nome abbini il santo al suo nome; nella modalità Immagine e attributo, più difficile, devi riconoscerlo dai suoi segni.

Mosse: 0
Coppie: 0/6
Tempo: 0:00

Complimenti! 🎉

Materiale didattico di IRC · Scuola secondaria di primo grado di Bardolino · rielaborazione del percorso «Segni del Sacro».

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